Cattivo sangue

Version française

Cattivo sangue

Langue : italien, avec refrain en anglais
Texte : Paroles originales

Cattivo sangue, de l’album I Am Bad, transforme le regard qui condamne en une affirmation publique de dignité. Le corps trop visible, la place reprise et la cicatrice devenue couronne répondent aux injonctions de la famille, de l’Église et de la « bella figura », qui demandent de rester discret pour être accepté. Rome, Milan et Bologne inscrivent cette lutte dans un paysage italien concret, tandis que la référence à l’article 3 rappelle que l’égalité promise doit aussi se vivre dans les corps. Ici, la fierté consiste à rester debout, à se nommer et à aimer sans demander pardon.

English Version

Cattivo sangue

Language: Italian, with an English refrain
Text: Original lyrics

Cattivo sangue, from the album I Am Bad, turns social condemnation into a public claim to dignity. The visible body, the reclaimed piazza, and the scar becoming a crown answer pressures rooted in family, church, respectability, and the Italian ideal of bella figura. References to Rome, Milan, Bologna, and Article 3 place this affirmation within a specifically Italian social landscape, where equality is asked to become lived reality rather than written principle. Pride here means remaining visible, naming oneself, and loving without apology.

한국어 버전

Cattivo sangue

언어: 이탈리아어, 영어 후렴 포함
가사: 오리지널 가사

앨범 I Am BadCattivo sangue는 타인의 비난을 공개적인 존엄의 선언으로 뒤집는 노래다. 지나치게 드러난 몸, 다시 차지한 광장, 왕관으로 바뀐 흉터의 이미지는 가족과 교회, 체면을 중시하는 bella figura의 문화가 요구하는 침묵과 절제에 맞선다. 로마, 밀라노, 볼로냐와 이탈리아 헌법 제3조에 대한 언급은 평등이 글 속의 약속을 넘어 실제 삶과 몸에 닿아야 한다는 요구를 구체화한다. 여기서 자긍심은 숨지 않고 자기 이름을 말하며, 사랑하는 일에 더 이상 용서를 구하지 않는 선택이다.

Cattivo sangue


I am bad, I am bad
Ma questa frase non mi soffoca più
I am bad, I am bad
Stanotte esco, non mi nascondo più

I am bad, I am bad
Non più zitto, non più a metà
I am bad, I am bad
Questa vita è la mia verità


Le dita puntano in mezzo alla strada
Guarda com’è vestito, guarda come balla
Troppo glitter, troppa pelle, troppo colore
Troppo desiderio sotto il sole d’Italia

Dicono: “Dov’è l’orgoglio in tutto questo?”
“Perché così forte, perché così manifesto?”
“Fate pure, ma dentro casa”
“Siate liberi, però senza fare scena”

Mi parlano di decoro, di educazione
Di famiglia, di chiesa, di reputazione
Della bella figura davanti alla gente
Di un amore pulito, purché sia assente

Ma io dico: sì, sono fragile anch’io
Cado, tremo, dubito, resto mio
Quello che nascondo tutta la settimana
Lo porto stanotte come fuoco sulla faccia

Non vivo per il vostro sguardo composto
Né per il silenzio che chiamate buon senso
Se essere discreto vuol dire morire piano
Prendo la piazza, e alzo la mano

I am bad, sì, lo dico per primo
Il vostro insulto lo trasformo in ritmo
Il mio nome dormiva in una stanza di vergogna
Stasera il basso lo sveglia e lo nomina


I am bad, I am bad
Ma non sono nato sbagliato
I am bad, I am bad
La ferita diventa un regno

I am bad, I am bad
Sono fragile, ma sono qui
I am bad, I am bad
Ballo, amo, vivo così


I am bad, I am bad
La vostra etichetta diventa corona
I am bad, I am bad
La cicatrice ora suona

I am bad, I am bad
Non respiro più sottoterra
I am bad, I am bad
Dite il mio nome nella luce vera


Una vita nascosta è un corridoio
Con porte chiuse e poco respiro
Ogni specchio abbassa gli occhi
Ogni amore cambia vestito

Dicono: “Taci, sarai al sicuro”
“Passa inosservato, sarà meno duro”
Ma che libertà mi resta addosso
Se devo mentire per essere accolto?

“Va bene, ti ascolto”
“Tu sei chi sei”
Una frase semplice
Può salvare giorni interi

“Va bene, ti ascolto”
“Tu sei chi sei”
A volte una parola
Tiene in piedi chi non vedi


Nel cortile della scuola ho visto occhi spegnersi
Un ragazzo dolce imparare a difendersi
La voce cambiava, il corpo tradiva
E il mondo diceva: “Ora comportati da uomo”

Non avevamo ancora le parole
Né queer, né trans, né definizione
Ma sapevamo, senza lezione
Che nessuno si cura dalla propria esistenza

La vergogna diceva: “Sei storto”
La vergogna diceva: “Stai al tuo posto”
La vergogna diceva: “Non farti vedere”
“Sii normale, oppure scompari bene”

Ma io riscrivo la sentenza
Non fui un errore, non fui indecenza
Sto ancora imparando a restare
A dire il mio nome senza tremare

Non ci sono corpi sbagliati
Solo sguardi che feriscono
Non ci sono amori sporchi
Solo giudizi che tradiscono

L’orgoglio non è una medaglia
Per chi è perfetto e non si spezza
È raccogliere i propri pezzi
E farne una bandiera in piazza

L’orgoglio non è solo Pride e coriandoli
Non solo carri, musica e colori
È Roma di notte, Milano che canta
Bologna che abbraccia chi torna alla vita

È il figlio che parla davanti alla madre
È il padre che tace, poi impara ad amare
È la parrocchia che guarda da lontano
E una mano che cerca un’altra mano

Articolo tre, uguaglianza promessa
Ma io la voglio qui, sulla mia pelle stessa
Non solo scritta, non solo citata
Voglio una vita non più perdonata

Chiedete: “Dov’è l’orgoglio
In tutto questo rumore?”
È qui, nel mio corpo che resta
Davanti al vostro pudore

I am bad, sì, lo dico ancora
Ma questa parola non è più prigione
Voi l’avete scritta come condanna
Io la porto ballando in processione


I am bad, I am bad
Ma non sono nato sbagliato
I am bad, I am bad
La ferita diventa un regno

I am bad, I am bad
Sono fragile, ma sono qui
I am bad, I am bad
Ballo, amo, vivo così

[Final Post-Hook]
I am bad, I am bad
La vostra etichetta diventa corona
I am bad, I am bad
La cicatrice ora suona

I am bad, I am bad
Non respiro più sottoterra
I am bad, I am bad
Dite il mio nome nella luce vera


I am bad
Eppure esisto
I am bad
Eppure brillo

I am bad
Eppure amo
Stanotte non mi nascondo
Questa vita è mia

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